Chiesa di Santa Bona

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Al lato del sentiero che collega il borghetto con la strada di Duràn e Pian di Borchie, sorge S. Bona immersa nel verde, voluta e finanziata dagli abitanti nel 1844 in sostituzione del preesistente capitello votivo settecentesco.

Da http://www.sangiorgiosanvigilio.it

Questo processo frequente nella fondazione delle chiese cadorine, corale manifestazione di religiosità, testimonia il ruolo promario svolto dalle comunità nella costruzione del paesaggio antropico.
S. Bona ha le forme semplici delle chiesette campestri, con pianta rettangolare, soffitto a padiglione raccordato dal cornicione, presbiterio poco profondo introdotto da un grande arco.
Qui sullo sfondo di un rustico velario dipinto sul muro, si conserva un pregevole altare ligneo con struttura architettonica che richiama l’altaristica in pietra di matrice cinquecentesca: semplicità compositiva nella tripartizione operata da colonne ioniche scanalate aggettanti, statue nelle nicchie laterali, cornicione continuo. Di gusto secentesco invece i decori laterali e il coronamento con archi spezzati e doppio timpano con statua apicale. Si tratta di un’opera di bella fattura, purtroppo svilita dalla opaca ridipintura in grigio e azzurro, acquistata a Comegliàns in Carnia da alcuni abitanti di Deppo ancor prima della costruzione dell’adificio.
Al centro del soffitto un dipinto (XIX secolo) di Giovanni Maria De Stefani Nituzza di Calalzo (1819 – dopo 1851) raffigurante santi domenicani in gloria con la Vergine e la Trinità: composizione affollata e confusa, gamma cromatica ristretta e giocata sui contrasti, espressionismo nella resa di panneggi e posture, suggeriscono un sentimento angoscioso in stridente contrasto col tema e l’ambiente.

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